Category Archive: POST-DUBSTEP

  1. SKRILLEX – LEAVING EP

    Dopo un anno da pazzi, tra motoseghe e critiche – il più delle volte inutili – Skrillex se ne esce con un nuovo Ep stravolgendo tutto ciò che l’ha reso famoso al pubblico.

    Traccione Trip Hop ma allo stesso tempo molto melodico ed inglese – e molto scopiazzato dai Burial – , ma che comunque si fa apprezzare per la profondità e la struttura di tutto rispetto.

    Go go go Skrillex.

     

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  2. FURTHERSET – INTERVIEW

     
    Sedici anni e tracce che sembrano uscite dai cassetti di Oval o Jen Jelinek. Un’intervista al futuro della musica sperimentale italiana.

    Tropics – Mouves ( furtherset remix) by furtherset


    Presentati e definisci la tua musica in poche righe, sollevami da quest’ingrato compito.

    Il mio vero nome è Tommaso Pandolfi, vengo da Perugia, nato ad Ancona nel 1995, ancora non ho 17 anni e già faccio i “peggio droni” come mi dissero dei miei amici qualche tempo fa. Sinceramente non riuscirei a definirti ancora la mia musica nel modo giusto, ma siccome va di moda mettere post davanti a tutto ultimamente vorrei chiamare il mio genere semplicemente “post”.

    Da dove viene il tuo nom de plume, “Furtherset”?
    A dir la verità non me lo ricordo. Partorii l’idea a fine 2009 credo. A quelli che me lo chiedono però gli dico che deriva dall’ultimo disco dei Chemical Brothers, anche se non è vero. Almeno evito di sprecare il fiato.

    Tu hai 16 anni. Mentre i tuoi coetanei passano il tempo a vestirsi da subumani e accoppiarsi nelle discoteche pomeridiane, tu ascolti Oval e finisci su The Wire.
    Finire su The Wire per la recensione del Dancity Festival 2011 è stato molto eccitante. Credo che sia stato il più giovane musicista ad esserci stato citato.

    Cosa ti ha spinto a dedicarti al tipo di musica che produci? Qual è il percorso che ti ha portato fino a qui, hai una formazione musicale?
    Fondamentalmente non ho mai suonato insieme a nessun’altro, eccezione fatta per il mio precedente gruppo di musica elettronica. Molto “adolescenziale” come progetto, non ti cito neanche il nome perché era leggermente orrendo. Naturalmente l’avevo inventato io. Prima di cominciare a suonare da solo ho studiato pianoforte a livelli abbastanza bassi a causa della mia poca voglia di studiarlo; tutt’ora lo studio, in contemporanea con della sana teoria musicale. In quest’ultima per ora sono leggermente ignorante.

    Tu lavori molto sulla dilatazione, la rarefazione sonora, la ripetizione e la sovrapposizione dei suoni. I tuoi brani non hanno quasi mai una base ritmica riconoscibile. Esiterei quasi a chiamarli “brani”, somigliano più che altro a degli estratti sonori di un ipotetico universo (e relativo rumore) cui ti hai accesso e da cui registri di tanto in tanto 4-5 minuti di audio. Non sei l’unico a produrre musica del genere: quello che mi lascia senza parole è l’oggettiva e spaventosa rapidità (per via della tua età) con cui sei arrivato a questa padronanza dei mezzi che usi, e a produrre brani di questo livello. Perché hai deciso di dedicarti a questo tipo di musica? Cosa cerchi di suggerire o di creare, o su cosa vuoi riflettere/far riflettere?
    Lo stimolo che mi ha portato a fare la “musica” che senti è stata la mia voglia di differenziarmi dai miei coetanei e cercare di uscire dai limiti della provincialità perugina, nient’altro. Quello che cerco di fare con la mia musica è spingere i miei ascoltatori ad una ricerca dei particolari, cosa che ormai si fa raramente.

    Cosa usi per produrre e per suonare dal vivo? Come procedi per comporre un brano?
    Utilizzo vari sintetizzatori e un pedale delay, e un Korg MS-20 appartenuto al musicista Maurizio Bianchi. Mi è stato prestato da un amico di famiglia a tempo indeterminato. Nei miei live per ora non uso un pc, ma vado armato di 2-3 synth e il mio delay. E suono scalzo.
    Un mio pezzo può nascere in molti modi, da un suono che mi piace, da dei rumori o da delle idee che avevo in testa da prima. Per comporre uso Ableton Live. Fino a qualche mese fa usavo Cubase, ma era troppo complesso per me.

    I tuoi musicisti/produttori preferiti (non necessariamente relativi al tuo ambito)?
    Proprio ora sto ascoltando “Evil Twin” dei Modeselektor. A parte i miei ultimi ascolti leggermente più tamarri del solito, gli artisti che ho più ascoltato e amato sono stati, e sono, gli Smiths, il Miles Davis elettrico e Aphex Twin. E i My Bloody Valentine.

    Il traguardo musicale più gratificante finora? Non valgono eventuali sgallettate maggiorenni rimorchiate ai live.
    Grazie alla musica che faccio rimorchiare è leggermente difficile.
    Il traguardo musicale che finora mi ha soddisfatto più di tutti gli altri è il poter aver suonato a Foligno al Dancity Festival quest’anno: ho conosciuto artisti che fino al giorno prima non avrei minimamente immaginato di poter mai conoscere. E ho ricevuto grandi consigli proprio da quest’ultimi. E complimenti.
    Naturalmente non posso sottovalutare come altro grande traguardo quello di aver trovato un’etichetta disposta a pubblicare la mia musica, la Technowagon Recordings, proprio qui di Perugia. Pubblicherò un EP con loro ad ottobre di quest’anno.

    La tua musica è troppo complessa per non essere il risultato di influenze anche esterne all’ambito musicale. Come ti occupi della tua crescita culturale? Leggi, studi, fai cose, vedi gente?
    Fortunatamente la mia famiglia ha continuamente stimolato i miei interessi culturali. Mio padre per guadagnarsi qualcosa all’università faceva il tenore, vedere un figlio musicista non fa che renderlo contento no?
    Sono molto influenzato dalle letture che faccio, amo Lovecraft e Asimov. Leggo anche libri di fisica quantistica senza capirci niente.

    I luoghi e gli ambienti in cui vivi (Perugia, la tua casa, l’Umbria) influenzano la tua musica? In che modo?
    Credo che Perugia non sia molto d’ispirazione per la mia musica. Diciamo che l’ambiente musicale perugino, almeno per la mia poca esperienza, non è molto aperto a quello che io faccio. Non credo ci sia la giusta apertura mentale, o sufficiente cultura, in molti. E qui sto parlando del pubblico sopra i 20 anni. Evito completamente di parlare del pubblico della mia età o quasi per non mettermi a piangere e ridere contemporaneamente.
    Naturalmente in città e in provincia trovo aiuto grazie ai ragazzi dell’etichetta, da parte del Dancity e dagli organizzatori delle serate Elektro Lab e da altre care persone.

    Un luogo o una situazione, anche irreali, in cui ti piacerebbe suonare?
    Mi piacerebbe poter risuonare a Torino, magari di nuovo con gli amici di Just Music Makers. O trovare delle date quest’inverno che non mi intralcino lo studio, magari di sabato no?
    Per le situazioni irreali mi piacerebbe suonare al Club to Club oppure al Sonar.

    Una Free Speech Zone di due righe per precisare o aggiungere qualcosa che ti va.
    Sto per rilasciare il mio primo EP con la Technowagon Recordings e pubblicherò dei remix nei prossimi mesi. Uno per U.X.O. e un altro per gli Apes on Tapes su Homework Records.


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    A 16 years old boy and a bunch of tracks that sound like some Oval’s or Jen Jelinek’s lost tracks. An interview to the future of Italian experimental electronic music.

    Introduce yourself.
    My real name’s Tommaso Pandolfi, I am based in Perugia and was born in Ancona in 1995. I am not 17 y.o. yet and I already make some “bloody drones”, as some friends said some times ago. I honestly can’t find the right words to define my music, but since it seems common lately to place “post” before everything, I’d define my music simply as “post”.

    Where does your art name come from, “Furtherset”?
    I don’t remember honestly. It came up in late 2009 I think. However, when I am asked about this, I usually say it comes from last Chemical Brothers’ album, even if that’s not true. At least I don’t waste time and words.

    You’re 16. While the other guys of your age spend their time dressing like subhumans and copulate in some afternoon underage parties, you listen to Oval and are featured on The Wire magazine.
    Ending up on The Wire within the review of Dancity Festival 2011 has been very exciting. I think I’ve been the youngest musician named there.

    What brought you to this genre of music? Have you some musical background?
    Basically I never made music with other people, except for my previous electronic music project. Very “teen”, and I won’t tell you the name – it’s slightly awful. Of course, I came up with it. Anyway, before starting playing music by myself I studied piano – very low level since my lack of will to study it; I still study it however, together with musical theory. I’m aware I’m a bit ignorant in that.

    You work a lot on dilation, repetition and overlap of sounds. Your tracks have almost never a distinct and identifiable rhythm. I even hesitate to call them “tracks”, they mostly sound like some audio extracts from a hypothetical universe you access and from which you record 4-5 minutes of audioscape. You’re not the only one on Earth making such music: what actually leaves me speechless is the objective quickness with which you reached such conscience and control of the hardware you use. Why did you decide to explore such kind of music? What are you aiming at, what do you want to create or suggest?
    What drove me to make the music you hear is my will to stand alone from my contemporaries, try to cross the limits of the place I live, nothing else. What I try to make with my music is to push listeners to look for details, which is something quite rare nowadays.

    What hardware do you use, both studio and live? How do you build a track?
    I use some synths and a delay pedal, and a Korg MS-20 which belonged to Maurizio Bianchi. I borrowed it from some friends of my family – indefinitely.
    About my live acts, I don’t use a laptop but rather 2-3 synths and my delay pedal. And, I play barefoot.
    My tracks can have a number of possible genesis, from a sound I like, or some noises or ideas I had in mind before. I use Ableton Live to arrange my tracks. I have used Cubase as well, but it was too complex for me.

    Your favourite musicians/producers?
    I’m listening to Modeselektor’s “Evil Twin” right now.
    Except the music I’ve listened to lately which is quite uncool maybe, the artists I love the most are Smiths, the “electric” Miles Davis and Aphex Twin. And also My Bloody Valentine.

    Your greatest musical accomplishment so far? Adult chicks picked up at your gigs are not included. 
    Well, my music does not make picking up girls that easy. The musical accomplishment that make me happier so far has been the chance to play at Dancity Festival in Foligno this year, I met many artists that I never imagined I would have met one day. And I even got some tips and advices from them. And compliments as well.
    Of course, another accomplishment is having found a label willing to release some of my tracks, Technowagon Recordings, based right here in Perugia. We will release an EP in October 2011.

    Your music is far too complex for not being the result of external influences. How do you take care of your cultural growth? You read, you learn, you do stuff… ?
    Luckily, my family always inspired my cultural interests. My father used to be a tenor back at university to earn some living: having a musician son makes him happy.
    I am also much influenced by what I read. I love Lovecraft and Asimov above all, and I also read quantum physics books – without understanding anything.

    The places you live in (Perugia, your house, Umbria) do somehow influence your music?
    I don’t think Perugia is much inspirational for my music. The environment is not that open to my music, at least for what I’ve experienced. I believe there’s not enough open-mindedness or enough culture yet. And I’m referring to above-20y.o. people… I just won’t mention underage people or people of my age, that would make me laugh and cry and the same time.
    Yet, I still have found help from some valuable people here, from the guy at my label to Dancity Festival staff, Elektro Lab Parties staff and other nice people.

    A place or a situation, even unreal, you’d love to play in?
    I’d love to play in Turin again, maybe together again with the guys of Just Music Makers. Or to find some winter dates – maybe on Saturdays, so that does not conflict with school.
    About some unreal situations… well, I’d like to play at Club to Club or Sonar festivals.

    A two-lines Free Speech Zone to add whatever you want.
    I’m about to release my first EP with Technowagon Records and I’ll release some remixes as well in the next months, one for U.X.O. and one for Apes on Tapes, on Homework Records.

    Latest tracks by furtherset

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