Category Archive: VINYL

  1. APPARAT – THE DEVIL’S WALK

    Novità da Berlino per Sascha Ring aka Apparat.

    Dopo un periodo di silenzio, torna sulla scena con alcune novità, già peraltro annunciate in diverse occasioni da lui stesso (come la collaborazione stretta con Telefon Tel Aviv).

    La componente elettronica di matrice tedesca, sperimentale e visionaria, lascia spazio alla meditazione. Un album concettuale, di forte impatto emotivo, che si concentra sulle arie e sulle atmosfere attraverso una discreta contaminazione di postrock, chillwave ed incubi notturni. Le speranze nutrite nella camera da letto prendono forma grazie anche alla delicatezza della parte vocale che, se da una parte alza la qualità strumentale del lavoro dall’altra, forse, lascia per strada una serie di elementi che avevano caratterizzato la nascita di questo progetto.

    Ho scelto un video non ufficiale, non vogliateneme.

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    News from Berlin especially from Sascha Ring aka Apparat (for example the collaboration with Telefon Tel Aviv).

    After a period of silence, he comes back on the scene with some new features, however, already announced on several occasions by himself. 

    The electronic component of German roots, experimental and visionary, leaves room for meditation. A concept album with strong emotional impact, which focuses on airs and atmospheres through a discrete contamination of postrock, chillwave and nightmares. The hopes of the bedroom taking shape thanks to the delicacy of the vocal part that, if one side raises the quality of the instrumental work on the other, perhaps, loses a number of elements that characterized the birth of this project.

    I chose an unofficial video, do not be angry.

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  2. DISCOBOLANDIA PRESENTS: “WEDDING ALBUM” BY JOHN LENNON & YOKO ONO

    E’ passato poco più di un mese dal trentennale della morte di John Lennon. 30 anni da quel triste 8 dicembre 1980, quando uno squilibrato di nome Mark Chapman si esplose contro 4 colpi di pistola contro l’artista pronunciando la famosa frase “Ehi Mr. Lennon… Sta per entrare nella storia”. Forse Chapman nel suo delirio non si era reso conto che John era già entrato di diritto nella storia grazie alla sua fantastica musica e non certamente per quel gesto infame.

    Oggi ci vorremmo soffermare su un album da solista, il terzo per la precisione, il “Wedding Album” che si ricorda per “Amsterdam” traccia che documenta il primo “bed-in” cioè la protesta pacifista del 1969 attuata da John Lennon & Yoko Ono nella camera n°1902 dell’ Hotel Hilton di Amsterdam contro la guerra in Vietnam. I due stavano trascorrendo la luna di miele e passarono una settimana a letto davanti a moltissimi giornalisti e fotografi che si accalcavano nella camera d’albergo nella speranza di vedere la coppia fare l’amore in pubblico. In verità rilasciarono solo interviste in pigiama e dichiarazioni a favore della pace. Come dicevamo questo fu il primo “Bed-in”. Poco dopo ne seguì un altro tentato da John a new york, ma impeditogli per l’uso di cannabis. Dunque la coppia ripiegò a Montreal, in Canada, dove tra l’altro sotto la direzione di Andrè Perry registrarono “Give peace a chance” uno dei primi singoli della “Plastic ono band” e ancora oggi inno del movimento pacifista internazionale. Il disco è attribuito a “John & Yoko” e loro lo consideravano come un souvenir del loro matrimonio da regalare ai tanti fans. L’album e’ raccolto in un box molto lussuoso che conteneva il disco, un poster con immagini del matrimonio e la fotografia di una fetta di torta nunziale, una copia del certificato di matrimonio, un fumetto disegnato da John, una cartolina,  e i commenti dei giornali dell’epoca sul matrimonio dell’anno. La confezione era molto bella,ma non lo stesso si puo’ dire del contenuto dell’album: nel primo lato “John & Yoko” consisteva in  22 minuti di loro che si chiamano a vicenda con battiti cardiaci di sottofondo, mentre nel secondo lato ”Amsterdam” testimonia il loro primo “bed-in” come spiegavamo prima,con spezzoni di canzoni suonate e cantate dai due. Nonostante ciò il box completo è molto ricercato a livello collezionistico, più che altro per il contenuto del box che lo rende un vero cimelio per tutti i fan di Lennon.

    By Discobolandia.it

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  3. MISCHIO DISCHI DISCO

    Pic by Posermag

    Ad aprire la nuova stagione del progetto Mischio Dischi Disco ci pensa Allo, comandante dell’etichetta nostrana La Valigetta.

    Un’idea nuova e completamente libera che ci riporta nel clima della Disco Music anni ’70 e che ci obbliga ad interrogarci sulle infinite potenzialità di un genere musicale che non muore mai, ma che continua ad evolversi e diversificarsi senza però, perdere nulla della sua eleganza.

    Un mix ben confezionato e luccicoso che farebbe muovere il piedino anche a delle statue di marmo.

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    The new season of Mischio Dischi Disco it’s opened by Allo, the chief of the italian label La Valigetta.

    A new free idea that brings us in the athmosphere of the 70′s with Disco Music. We must wonder about the endless possibilities of a kind of music that never dies. It evolves but still contains his special elegance.

    A very nice and brilliant mix which makes able to dance even marble statues.

    MDD MIX 020 . mixed by Allo . 24.12.2010 by Mischio Dischi Disco

    Tracklist:

    01 . intro
    02 . chromeo . don’t turn the lights on (aeroplane remix) . turbo
    03 . gotan project . rayuela (man recordings disco remix) . xl recordings
    04 . alan sorrenti . take a chance . emi music
    05 . treasure fingers . keep up . fool’s gold
    06 . louis la roche ft. ad-apt . missing you . white label
    07 . mgmt . congratulations (erol alkan rework) . columbia
    08 . cameo . just be yourself . chocolate city
    09 . burns and fred falke . yslm (treasure fingers remix) . deconstruction
    10 . joey chicago . stop crying . white label
    11 . bryan jones . groove foundation (frequent flyers dub) . jackin tracks
    12 . scuola furano . colorado strings (cassian remix) . la valigetta
    13 . spiral beach . teddy black (mix chopin remix) . white label
    14 . the phantom’s revenge . charlie (vip edit) . la valigetta
    15 . n*e*r*d . hypnotize u (alex metric remix) . interscope
    16 . le knight club . santa claus . crydamoure

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  4. DISCOBOLANDIA PRESENTS: “REVOLVER” BY THE BEATLES

    Uno degli album più importanti dei Beatles è sicuramente “Revolver”. E’ il settimo album della discografia ufficiale e per la prima volta emergono elementi rock psichedelici. Il disco, uscito il 5 agosto 1966, raggiunse la prima posizione sia nelle classifiche uk che in quelle usa. Viene anche ricordato perchè è il primo album dei cosidetti “studio years”, anni in cui i Beatles cessarono di fare concerti. Nel 1965 il quartetto di Liverpool raggiunse la saturazione delle esibizioni live così decisero di impiegare meglio tempo ed energie nella composizione di  brani e nella ricerca di nuove tecniche di registrazione: il 29 agosto 1966 a San Francisco daranno l’addio ai concerti live. In questo album per la prima volta emerge la figura di George Harrison per il suo interesse verso il misticismo e la cultura indiana. Come dicevamo prima l’album ha forti elementi psichedelici che si possono riscontrare soprattutto nei brani lisergici di John Lennon “I’m on sleeping” con nastri di chitarra registrati al contrario, o “Doctor Robert” in cui si parla esplicitamente del dottore “lisergico” della band e per finire “Tomorrow never knows” pezzo psichedelico per eccellenza ispirato al libro dei morti tibetano.

    In vinile esistono moltissime stampe di diversi paesi, ma sicuramente la più rara e ricercata dai collezionisti di tutto il mondo è la prima stampa inglese – nelle foto – chiamata “Remix 11” cioè un loud cut di “Tomorrow never knows”. Di questa rarissima edizione ne esistono poi pochissime copie pressate solo nella versione mono per errore da uno dei stabilimenti in cui il disco veniva prodotto e ritirato dalla vendita lo stesso giorno! Ovviamente stiamo parlando di una “rarità nella rarità”, un vinile con un’ altissima valutazione di mercato. Ma non disperate, per chi si vuole avvicinare a questo favoloso album senza spendere cifre astronomich esistono moltissime stampe di buona fattura che danno la possibilità a tutti di avere tra la propria collezione un disco unico, posizionato dalla rivista Rolling Stones al 3° posto della lista dei migliori 500 album della storia.

    By Discobolandia.it

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  5. DISCOBOLANDIA PRESENTS: “CANTARE LA VOCE” BY DEMETRIOS STRATOS

    014

    Non possiamo iniziare a parlare di questo disco senza prima parlare dell’ artista Demetrio Stratos. Stratos fu un vero studioso e ricercatore delle potenzialità della voce e nel suo percorso di artista non smise mai di esercitare nuove sperimentazioni “usando” le sue corde vocali come un vero e proprio strumento, riuscendo a perfezionare la tecnica vocale degli armonici simultanei e arrivando a produrre suoni vocali quadrifonici (cioè 4 suoni contemporaneamente) e a toccare inauditi picchi di 7.000 hertz. A chi ascolta appare chiaro il messaggio dell’artista di voler utilizzare la voce come traino senza utilizzare nè parole nè musica, recuperando la dimensione primordiale in cui la sacralità della voce era capace di introdurre in una dimensione magica capace di curare l’anima. Stratos collaborò, come studioso per ricerche sulla vocalità, con il centro studi di fonetica del CNR di Padova e come insegnante di semiologia della musica al conservatorio Verdi di Milano. Stratos si spense a solo 34 anni per una grave forma di anemia aplastica.

    Il disco che vi presentiamo questa settimana e proprio un vero studio sulla teoria della musicalità della voce, capace di produrre suoni senza strumenti. “Cantare la voce”, non è un disco di musica in quanto la musica è assente, ma senza arroganza o provocazioni, è stato semplicemente registrato in base ad anni di studi e sperimentazioni. E’ un disco di escursioni vocali, vocalizzi, suoni che paiono e sono grugniti mescolati ad acuti elevati, umanamente inconcepibili. Gargarismi, grovigli e peripezie vocali capaci di produrre  suoni simultanei che si sovrappongono. Una produzione di suoni che lascia letteralmente esterefatto chi ascolta in quanto le monodie tipiche vengono letteralmente “sostituite” da vocalizzi che rappresentano e sostituiscono a tutti gli effetti delle piccole orchestrazioni, più suoni emessi contemporaneamente e chiaramente distinguibili fanno di questo disco qualcosa di assolutamente….unico!!!!

    Naturalmente ci rendiamo conto che è un disco molto particolare, interessante per chi è attratto dalle potenzialità del corpo umano, ma pur richiedendo un ascolto reiterato per esser apprezzato nel suo insieme.

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