1. LANA DEL REY “NATIONAL ANTHEM” VIDEO

    Lana Del Rey nel nuovo video di “National Anthem” appare in duplice veste.
    Prima intona “Happy Birthday Mr. President” come Marilyn Monroe, in fronte a un JFK gangsta interpretato dal rapper A$AP Rocky. Poi diventa la moglie devota Jacqueline Kennedy.
    Il risultato? Come Marilyn non raggiunge i livelli di Michelle Williams, che recentemente l’ha portata sul grande schermo. Ma come Jacqueline è meglio della Katie Holmes vista nella serie I Kennedy.
    E A$AP Rocky?
    Miglior Kennedy di sempre!
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    Lana Del Rey in her new video “National Anthem” appears in a double role.
    First, she sings “Happy Birthday Mr. President” like Marilyn Monroe, in front of a gangsta JFK portrayed by rapper A$AP Rocky. Then, she becomes the devoted wife Jacqueline Kennedy.
    The result? As Marilyn she doesn’t reach Michelle Williams’ levels in the movie “My Week with Marilyn”. But as Jacqueline, she is better than the Katie Holmes seen in the tv serie The Kennedys.
    And what ’bout A$AP Rocky?
    Best Kennedy eva!

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  2. ANNIE MAC’S SUNSHINE MIX

    This is an hour of musical heat.

    Mostly house music with a little bit of soul at the end. Lots of stuff she’s been playing and loving in the last 6 months that is perfect for listening to in the SUNSHINE.

      ANNIE MAC’S SUNSHINE MIX by Annie Mac Presents

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  3. CULT NOT CLASSIC: NEW ORDER – POWER, CORRUPTION & LIES

    Manchester era cambiata e anche noi sentivamo che qualcosa era mutato, per sempre. Ian non c’era più e durante quegli anni di incosolabile travaglio, tra un primo album incerto e nuove idee, arrivarono le luci e la disco. Liberarsi del fardello del passato è stato impegnativo e senza dubbio qualcosa ce lo siamo portati dietro, ma oggi, dopo anni guardiamo indietro, a quel 1983, quando Power, Corruption & Lies, stravolse il mondo della musica.

    E lo stravolse a partire dalla sua copertina, così semplice e scarna a prima vista, ma così criptica ed innovativa. Tratta da Basket of Roses di Henri Fantin-Latour, rappresenta la solitudine del dolore, il passare inesorabile del tempo e lo colora con le tonalità fioche dei sentimenti. Allo stesso tempo, però, esalta il mondo dei segni e ci fornisce innumerevoli chiavi di lettura. Colori, numeri e lettere in un enigma per veri appassionati. Ogni fiore, ogni sfumatura di colore (cui corrispondono altrettante lettere), infatti, cela il senso intero del loro lavoro e lo rende ancora più interpretabile e meno scontato.

    Meno scontato perchè le lunghe sequenze delle drum machine, spesso identiche tra loro, sono tutt’altro che un semplice susseguirsi di algoritmi e codici, ma sono l’essenza del nuovo che avanza e che si fa spazio tra le corde delle chitarre di Sumner; a volte in punta di piedi, altre, inarrestabile come un carro armato.

    Manchester era cambiata, si diceva; e anche noi, in quel momento di crescita obbligata dovevamo cambiare. Avremmo potuto cambiare anche il mondo, perchè no? E così fu, infatti.

    Quando venne presentata al mondo Blue Monday lo shock fu immediato. Ripresa nelle sue fasi embrionali in 586 e The Beach e poi trasformata in uno dei più grandi successi della storia, rappresenta la novità per eccellenza. Sample della Oberheim DMX ed il genio di Steve Morris che imbastisce una sequenza ritmica rivoluzionaria e portata al limite, con quel cambio di rullanti che frana sul timpano. La formula vincente nasce da qui; dalla simbiosi tra l’organico ed il meccanico, tra semplici “rumori” e fantasie visionarie. Influenzati, indubbiamente dai Kraftwerk e dalla primissima disco music aggiungono ulteriori elementi che lo rendono, se non fosse già palese, un disco epocale. Basso e voce fanno il resto; cupo il primo, quasi indecifrabile la seconda. Una voce fredda che si contrappone magistralmente al calore intenso del basso di Peter Hook.

    Ma il disco è anche tradizionale e regala ballate New Wave tra le più belle mai ascoltate: Age of Consent, Leave Me Alone e Your Silent Face; accompagnate, peraltro, da liriche sincere che legano come un cordone ombelicale il passato ed il nuovo ordine, in un gioco di ricordi e speranze che smuove l’animo.

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  4. TWIN SHADOW “FIVE SECONDS” VIDEO

    Il vostro motociclista preferito?

    Valentino Rossi?

    Nah, d’ora in poi sarà Twin Shadow. Guardatevi il suo nuovo video…
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    What’s your favorite motorcyclist?

    Valentino Rossi?

    Nah, from now on it’s gonna be Twin Shadow. Take a look at his new video…

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  5. NOI ANDIAMO AL PUKKELPOP

    Guida di sopravvivenza rapida per le lunghissime giornate del Pukkelpop.

    Noi di Wait saremo presenti il primo giorno, quindi perchè non farvi conoscere le band che andremo ad ascoltare proprio quel giorno? Bjork, Bloc Party, Bush, Feist; grandissimi nomi nel main stage, ma attenzione; il Pukkelpop è una cantina piena di vini sconosciuti ma di gran qualità. Come, ad esempio, Chromatics.

    Band di Portland, che si è anche di recente esibita in quel di Milano. Ci hanno colpito subito. Stile unico e molto retrò. Uno sguardo educato e pulito al club anni ottanta ed ai vicoli fumosi del downtown. In una decina d’anni di carriera all’ombra dei grandi, hanno prodotto tanto e bene. Un mix di early eighties e dream pop, sensualissimo e pacato.

    Band davvero interessante che sarà sul palco del Castello insieme a No Ceremony, Flying Lotusrustie. Proprio il sedici, quando saremo sotto il palco ad ondeggiare.

     


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  6. TWO DOOR CINEMA CLUB – COME BACK HOME – IS TROPICAL RMX

    Li adoro e ad ogni nuovo remix o singolo che sia, mi agito tutto. Questa volta tocca a Two Door Cinema Club farsi remixare qualcosa e quello che ne esce è una gran figata.

    Non è roba da caffè e frittelle, però; è per gente che vuole bere forte. Ecco il nuovo midday burner della giornata.

    Go go go Is Tropical.

     

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